6 passi per Fare senza Pensare

Succede a chi parla in pubblico, succede durante le prestazioni sportive, o nell’espressione della propria creatività, nel campo della musica e nel mondo dell’arte in genere.
Succede a chi coltiva attività stimolanti alla ricerca di maggiori opportunità di azione.
Non servono chissà quali risorse materiali.
Basta riconoscere ed allenare tre dimensioni squisitamente personali: il modo in cui fai funzionare il tuo sistema motivazionale, una curiosa tendenza all’esplorazione, e una prontezza genuina ad investire le tue energie nello svolgimento di un particolare compito.
Presta attenzione: funziona allo stesso modo in cui "sanno" funzionare i bambini immersi in un’attività.
Succede a tutti
Sì, è un’esperienza che, presto o tardi, sperimentiamo tutti. A me capita in molte occasioni professionali e nella mia vita privata. Per gli artisti e per gli sportivi é un’esperienza che annuncia l’espressione di un livello superiore della loro performance.
Se hai assistito ad un concerto in cui un musicista era totalmente perso nell’esecuzione musicale, hai un riferimento affascinante di questo genere di fusione della mente e del corpo. E, forse, anche tu hai fatto un’esperienza simile. Magari mentre ascolti qualcosa che ti fa volare. O, come succede a me ora, mentre scrivo e ascolto il nuovo cd degli Air (Pocket Symphony) . Oppure, se hai visto uno di quei film in cui si racconta l’estasi e la fusione totale che vivono i pittori quando si tuffano nella creazione di un’opera, hai già un’intuizione che ti aiuta nel riconoscere le "qualità" di questa particolare condizione mentale.
Il tempo sembra fermarsi, e l’artista è totalmente immerso nell’attività in corso.
Questo particolare "stato della mente" predispone all’esecuzione di "prestazioni superiori" allo standard individuale (peak performance) e consiste in una completa focalizzazione dell’attenzione su ciò che stai facendo.
E’ il "Flusso di Coscienza": lo stato di flusso!
Se segui i grandi eventi sportivi, e se ti lasci rapire dalle performance sportive di grandi campioni, hai già sentito parlare del cosiddetto ingresso nella “zona”. Meta-stati Inner Game
L’esperienza del “flusso di coscienza”, o “Stato di Flusso”, ha legami diretti con lo stato che gli atleti chiamano "la zona" (vedi Lo Sport preferito da chi sceglie il Coaching Sportivo [2.] ).
L’atleta sperimenta un equilibrio dinamico fra la propria percezione della gara sportiva e quella delle proprie abilità; le gratificazioni sono già contenute nell’esperienza e scompare l’io ordinario.
Immerso in questa condizione lo sportivo avverte una fusione tra azione e coscienza con una forte percezione di controllo delle proprie azioni e dell’ambiente.
Non si tratta, semplicemente, di "fare senza pensare".
E’ una percezione di padronanza personale che riconosci perché tutto fluisce e "sai cosa fare senza il bisogno di pensarci sopra".
Dunque, sai cosa fare e non hai bisogno di pensarci su.
Cosa succede quando accedi ad uno "stato di flusso"?
Quando accedi ad uno stato di flusso sei una condizione mentale e fisica che unisce consapevolezza e azione. Gli stimoli che si ricavano dall’azione e dalla consapevolezza sono così appaganti che ogni forma d’impegno galleggia in un senso di totale gratificazione (salta nei tuoi Stati di Attrazione ). Timothy Gallwey Inner Game
Accedi ad un’esperienza piacevole ed è un’esperienza che può essere vissuta e applicata in ogni tipo di impegno. Quando avverti che le tue sensazioni sono così piacevolmente alterate sei in uno “stato di grazia”.

Immerso in questo stato mentale cancelli ogni possibilità di provare quelle fastidiose sensazioni di noia che a volte capitano in certe situazioni.
In questo stato tutto fluisce. Infatti, quando impari ad accedere a questo stato - facilmente e "senza sforzo" - ogni stato d’ansia scompare per far spazio alle sensazioni piacevoli che vuoi nella tua vita.
Per quali performance vuoi trovarti a "fare senza pensare"?
"Quando un giocatore di tennis è in forma", scrive Tim Gallwey, "non pensa mai a come o quando colpirà la palla; non si sforzerà di colpirla e, dopo il colpo, non si metterà a pensare se il colpo è andato bene o male. E’ come se la palla venisse colpita per mezzo di un meccanismo automatico, che non richiede alcun ragionamento.
Ci possono essere sensazioni visive, suoni o intuizioni che riguardano la traiettoria della palla o un certo tipo di tattica, ma è come se l’atleta sapesse che cosa fare senza bisogno di pensarci sopra" (appena sei pronto Entra nel Tuo Gioco (e cambia le regole). Neurosemantica
Sali al tuo livello superiore <<
Pensa al fine; non deve essere qualcosa di inaccessibile, né di particolarmente elevato. Il livello, l’altezza e l’accessibilità dipendono solo da "dove ti trovi ora?"
Quattro segnali per riconoscere lo stato di flusso.
Esplora i punti essenziali che descrivono questo genere di esperienza; affinché tu possa facilitare l’accesso ad uno stato di flusso, intensifica le tue esperienze di riferimento.
**Quando sei nel flusso hai la sensazione che il tempo si sia fermato. Durante l’esperienza sei talmente immerso nel "quì ed ora" che la tua consapevolezza del tempo vola via. Non sai più quanto tempo è passato; forse qualche minuto, forse un’ora o, forse qualche secondo.
**Quando sei nel flusso provi un senso di appartenenza talmente forte da trascendere i tuoi confini personali. E’ una sensazione di profonda fusione; ti senti un tutto unico con la natura. Avverti una sensazione che include tutto; gli animali, le piante, il mare, le nuvole, le stelle e tutta la natura. Nulla è escluso.
**Quando sei nel flusso hai uno sguardo che non giudica. Accogli, accetti e, semplicemente, riconosci la natura di ciò che ti circonda. La parola nel cuore in questi casi è "Sì". Su qualsiasi cosa si posa lo sguardo, sembra dire solamente "Sì". Le stesse cose in altre circostanze sarebbero buone o cattive, ma in momenti simili "sono solo ciò che sono".
**Quando sei nel flusso il tuo stato è indipendente da ciò che succede. La situazione potrebbe essere anche una di quelle da non augurare a nessuno, ma nonostante ciò che sta realmente accadendo non avverti un’influenza diretta sulla tua condizione interiore.
Dal flusso all’Esperienze di Vetta.
Un altro genere di esperienza che rientra fra i "magic moments", e che spesso viene accostata al "flusso di coscienza", è l’"Esperienza di Vetta". Si tratta di esperienze in cui la focalizzazione è rivolta all’interno; uno stato mentale che miscela un profondo senso di appagamento, trascendenza, gioia e contemplazione estatica.
In sintesi estrema: una sensazione di estasi in assenza di attività manifesta.
Dalle ricerche fatte sui "magic moments" nacquero alcuni dei contributi più interessanti allo sviluppo del campo della motivazione umana.
Perché fai ciò che fai?
Bella domanda, eh? Anche se, com’è noto, l’etimologia è la sirena dei semplici, ecco l’etimo di motivazione: dal latino motus, movimento, la spinta di un soggetto verso un oggetto.
In accordo con Abraham Maslow, “uno può decidere di tornare indietro verso la sicurezza o di andare avanti verso la crescita. La crescita deve essere scelta continuamente; la paura deve essere vinta continuamente” (esplora la motivazione di chi gioca Il Gioco Interiore: o vinci, o impari ).
Quali motivazioni ti spingono ad andare avanti? Verso quale direzione vuoi muoverti?
Stati di mente-corpo per crescere.
Per introdurre uno dei contributi decisivi alla comprensione delle motivazioni umane facciamo un salto nel recente passato. In particolare torniamo alla metà degli anni 50.
In quegli anni il desiderio di Abraham Maslow di andare oltre la visione patologica dell’uomo sollevò l’attenzione sugli stati carenziali (da carenza) e gli stati accrescitivi (di crescita). Maslow sottolineò che l’assenza di amore provoca malattie carenziali per via della mancanza di nutrimento ad un "livello superiore".
Da una parte c’è l’amore egoistico (amore da carenza); dall’altra l’amore altruistico (amore per essere) caratterizzato da assenza di possessività, gelosia, angoscia e che supporta la crescita dell’altro e favorisce l’indipendenza.
Così scrive Abraham Maslow: "Si dice che l’amore è cieco. In realtà è l’assenza di amore ad accecarci".
Se qualcosa non funziona – fa qualcosa di diverso.
Una definizione di persona "insana" potrebbe essere la seguente: "un individuo che ripete gli stessi schemi anche se non lo aiutano e non lo fanno sentire bene".
Cosa rende “sano” un essere umano? Allo stesso modo in cui una ghianda si trasforma in quercia, e i fiori in frutti, l’uomo ha una “spinta” interiore verso la pienezza dell’essere. L’uomo, per Maslow, è motivato alla realizzazione sempre più completa della propria essenza umana.
Cosa rende "sano" un essere umano? E’ una delle domande da cui prese il via l’indagine di Maslow. Cosa rende vitali certe persone? Cosa le rende creative? Cosa rende dei veri e propri esseri umani, così come si desidera che siano, gli esseri umani? Cosa rende sani gli esseri umani? All’interno della formazione psicologica – osservava Maslow — c’è poco o nulla che può guidarci a rispondere a queste domande.
Torniamo ai nostri giorni.
Perfino un compito noioso può diventare divertente
Una delle richieste che ricevo nel Coaching fa i conti con il cosiddetto calo di motivazione. Spesso si tratta di cali motivazionali che si manifestano nello svolgimento di un compito specifico (nel lavoro o nella vita quotidiana). Poiché è un buon modo per arricchire le risorse individuali, voglio condividere con te i sei passi che facilitano l’accesso allo stato di flusso.
Lo stato di flusso: dalla panchina al campo.
Diresti di te che sei un individuo che vuole superare se stesso, piuttosto che gli altri? Che effetto ti fa il desiderio di eccellere nel tuo campo? Qual è il "nutrimento" necessario per realizzare ciò che hai veramente a cuore?
L’idea di "fare senza pensare" non riguarda il superamento degli altri, ma il desiderio di aumentare le opportunità per agire. Se vuoi imparare a "fare senza pensare" trova il tempo per esercitarti a raggiungere e mantenere uno “stato di flusso”.
Entra nelle condizione mentale e fisica per realizzare ciò che ti sta cuore.
In quali situazioni e/o con chi hai il piacere e/o il bisogno di sentirti assolutamente motivato? Cosa accadrebbe se la tua condizione mentale ottimale fosse di facile accesso? Preparati ad entrare in uno stato di mente-corpo che facilita lo svolgimento di un compito che ancora non ti coinvolge come vorresti; preparati ad accogliere il compito che ti aspetta, segui i prossimi passi e insegna a te stesso ad entrare nel flusso.
Ricorda che è un gioco; sei là per essere premiato e non criticato o giudicato da qualcuno (incluso te stesso).
Passo 1. Guarda al tuo compito "come se" fosse un gioco. Come in qualsiasi gioco, hai bisogno di feedback per sentirti stimolato e avvertire un senso più ampio della sfida; la forma principale di feedback è quella di "segnare i punti". Stabilisci il traguardo per il compito che hai scelto o che ti è stato assegnato e intendilo come il tuo obiettivo attuale. Individua le sfide da superare, decidi le regole del gioco e le ricompense (vedi La mente e i suoi giochi ).
Passo 2. Metti a fuoco il tuo scopo. Nel mettere in gioco le tue "intenzioni superiori" tieni costantemente a mente che rappresentano ciò che ti guida. Tutto questo va oltre l’obiettivo – E’ la vera ragione per cui vuoi raggiungere l’obiettivo (vedi Scopo e Senso della Vita nel Personal Coaching ).
Passo 3. Esercita il tuo stato di focus. Diventa consapevole dei tuoi pensieri. Ti accorgi di come certi pensieri ti fanno vibrare in modo assolutamente corrispondente a ciò che ottieni? Cosa ottiene una persona preoccupata? E se è arrabbiata? Se, ad esempio, ti rendi conto che la tua mente va alla deriva, o se avverti un senso di saturazione e/o se accumuli pensieri ansiosi esci immediatamente da quella "zona". Come mi piace dire – tanto per giocare — "il focus è fatto per essere smarrito". Scegli di entrare ed uscire dallo stato e torna a mettere a fuoco il tuo compito. Torna ad usare la “cornice della mente” che ti fa sentire completamente coinvolto nei dettagli del compito che vuoi portare a termine.
Passo 4. Arrenditi al Processo. Probabilmente questo è l’aspetto più misterioso del processo che consente di entrare nel flusso. Nel Coaching e/o nei
nostri percorsi formativi facilitiamo l’esplorazione e la preparazione di questo stato affinché sia un’esperienza intensa e piacevole. Nel far pratica (vedi il passo 3) del tuo "stato di flusso" potresti trovare sorprendente e divertente il semplice processo di usare la tua messa a fuoco su un compito senza né sforzo, né tensione eccessiva. Esercitandoti inizierai a sperimentare momenti in cui il tempo sembra sospeso (per scoprire l’avversario principale vedi Torna ai Tuoi Sensi ).
Passo 5. Abbraccia l’estasi. Questo é il momento che apprezzerai maggiormente. Con un po’ di esperienza quello che sembra l’attimo fuggente si trasforma nel momento più ispirante del processo. D’un tratto ti trovi a sperimentare una sensazione di estasi. Rapimento, meraviglia, stupore, chiamala come preferisci: la riconosci!! Quando salti in questo stato sei pienamente nel “flusso”. In fondo questa fase è il risultato naturale dei quattro passi precedenti.
Passo 6. Lasciati attirare dalla Fertilità delle tue sensazioni. Lo “stato di estasi” è, in effetti, un fenomeno cerebrale durante il quale la tua corteccia vibra ad una frequenza coerente. E’ inequivocabile. Avrai la sensazione di fare senza pensare, e la tua produttività creativa raggiungerà altezze inaudite.
Questo è uno dei modi per facilitare l’esperienza del “flusso”.
Nel mio lavoro, durante le sessioni Coaching, uso più di una dozzina di modi per facilitare l’accesso agli stati che predispongono alla piena espressione delle peak performance di un professionista e, sempre più spesso, di persone che affrontano "sfide" che non hanno nulla a che fare con lo sport. Di fatto, è altrettanto importante imparare a zittire ciò che "interferisce" con l’espressione del proprio potenziale. Anzi l’apprendimento dei modi per spazzare le "interferenze" è altrettanto essenziale.
Apatia, stress e noia.
A volte succede.
Non si tratta solo di appropriarti degli stati in cui sei carico delle tue risorse migliori, ma d’imparare a spazzare gli stati apatia, stress, noia, demotivazione, etc.
Facci caso: il sale sta alla minestra, allo stesso modo in cui la sofferenza sta alla nostra natura umana. Va bene una piccola aggiunta, ma se si esagera si rovina tutto.
Qualcosa sta succedendo..
Perché rovinare la minestra?
Riduci il sale; sviluppa la tua Leadership Personale.
Nel corso sulla Leadership Personale focalizziamo lo sguardo sul come gestire gli stati della mente per elevare il focus, l’apprendimento e l’auto-stima. Così, durante le tre giornate, ti approprierai dei modi per spegnere le scuse che svalorizzano le tue qualità e vedrai come addomesticare le convinzioni che limitano l’espansione della tua LEADERSHIP ( anche in questa edizione l’accesso è limitato a 16 partecipanti).
Sai a cosa mi riferisco? Se vuoi accedere e sviluppare la tua Leadership Personale scrivi a metacoach@alice.it — Approfitta delle offerte attive. Chiama subito il (mobile) 349 497 80 15 o (studio) 085 91 98 647 —
In questo percorso formativo, che ho presentato per la prima volta in Italia 4 anni fa, scoprirai il "modello di cambiamento" che ha rivoluzionato il campo della formazione, della gestione delle risorse umane e della crescita personale.
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Visita lo spazio in cui si muove ogni leader >> Leader, portami all’orizzonte <<
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Dove: Sporting Hotel Villa Maria, Francavilla al mare (Chieti
Secondo modulo ==> "Leadership Personale"Quando: 26 -27 -28 - Ottobre, 2007
Dove: Sporting Hotel Villa Maria, Francavilla al mare (Chieti)
Orari: 9,30 -17,30
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Leader, portami all’orizzonte - Coaching scrive:
15 Marzo 2007 alle 12:29
[…] In termini semplici il leader è chiamato "in scena" per ispirare e coinvolgere al compimento di azioni orientate verso un obiettivi condivisi con altre persone. Tuttavia poiché il leader catalizza l’attenzione dell’organizzazione che lo circonda verso un obiettivo comune è utile che la sua Visione sia bilanciata. Da una parte la sua Visione è basata sul quadro delle convinzioni personali, dall’altra trascende l’interesse personale (vedi 6 passi per Fare senza Pensare ). […]
Lo Sport preferito da chi sceglie il Coaching Sportivo [2.] - Coaching scrive:
15 Marzo 2007 alle 12:32
[…] Negli sport individuali lo scopo del Coaching Sportivo è di facilitare l’accesso alle condizioni mentali e fisiche ottimali con cui esprimere prestazioni agonistiche superiori allo standard attuale dell’atleta (vedi 6 passi per Fare senza Pensare ). Più avanti approfondiremo il ruolo delicato del Coaching all’interno degli sport di squadra, prima però torniamo alle origini semi-clandestine del Coaching. […]
Lo Sport preferito da chi sceglie il Coaching Sportivo [1.] - Coaching scrive:
15 Marzo 2007 alle 12:33
[…] La meta-analisi di J.M. Williams (vedi “Psychological characteristics of Peak performance”) ha messo in evidenza che le caratteristiche comuni agli atleti con un livello superiore di prestazione sono abilità mentali, o “mental skills”. Ecco una panoramica di queste abilità: un’elevata capacità di concentrazione, una forte fiducia in se stessi, un livello contenuto d’ansia e una straordinaria abilità di focalizzare il pensiero sulla prestazione, rendendo così molto modesto il numero di distrazioni. Altre caratteristiche comuni agli atleti con un livello superiore di performance sono un maggior senso di coinvolgimento e la capacità di anticipare il successo del compito (vedi 6 passi per Fare senza Pensare ). […]
Scopo e Senso della Vita nel Personal Coaching - Coaching scrive:
15 Marzo 2007 alle 22:21
[…] Primo, ad un certo punto della loro vita sapevano con assoluta chiarezza cosa volevano. Usavano obiettivi specifici e misurabili per sprigionare la loro energia e aggiungere significato alla propria vita. Definivano obiettivi, li caricavano di significato e si davano da fare. "Se non lo faccio io, chi lo farà?”, scriveva Hillel ( I secolo. a. c.), “Se non lo faccio adesso quando lo farò? Se lo faccio solo per me stesso, chi sono io?". La chiarezza assoluta su ciò che volevano realizzare li rendeva “ferocemente appassionati” e innescava un inarrestabile “senso dell’urgenza”. Nelle parole di Goethe, “la conoscenza non è sufficiente; dobbiamo metterla in pratica. La volontà non è sufficiente; dobbiamo agire” ( segui i 6 passi per Fare senza Pensare per accedere ad un piacevole "stato di flusso"). […]
La mente e i suoi giochi - Coaching scrive:
15 Marzo 2007 alle 22:25
[…] Nel Coaching esploriamo quali “giochi” è opportuno interrompere e quali meritano di essere rinforzati per ottenere il risultato desiderato ( segui i 6 passi per Fare senza Pensare e preparati ad accedere ad un piacevole "stato di flusso"). […]
Il Gioco Interiore: o vinci, o impari - Coaching scrive:
19 Aprile 2007 alle 10:11
[…] 6 passi per Fare senza Pensare […]
Il Partner più divertente del Mondo - Coaching scrive:
24 Maggio 2007 alle 21:24
[…] 6 passi per Fare senza Pensare […]